I pionieri del rugby sanremese: nel 1988 nasce l’Amatori Rugby Sanremo

(Nota: questa sezione è in fase di costruzione ed aggiornamento).

Il binomio ‹‹Sanremo-Rugby›› affonda le radici nell’ormai lontano 1988. Un gruppo di appassionati locali, ovale in mano, decise infatti di fondare quell’anno l’‹‹Amatori Rugby Sanremo Guidotti e Allavena››. Con un’elegante divisa giallo-nera, e con il supporto del ‹‹Ferramenta San Marco Delta Rugby Imperia›› (di cui l’Amatori fu una “costola”), i rugbysti matuziani presero parte al campionato di Serie C2 1988/1989. Nell’organico, rabberciato come vuole ogni noviziato, trovarono spazio tanti giovani e qualche “prestito” dalla squadra del capoluogo.

Ma la stagione fu fin da subito travagliatissima: a tenere banco fu principalmente la questione del campo da gioco. Individuato preliminarmente dall’Amatori nel complesso calcistico di Pian di Poma, lo stesso non fu mai messo a disposizione dal Comune per le gare casalinghe, disputate così sempre in trasferta (talvolta a Cogoleto, talvolta a casa di coloro che avrebbero dovuto essere “ospiti”). Anche gli allenamenti, sempre nella stessa sede, risultarono difficoltosi e furono ostacolati dalle istituzioni a più riprese.

Con queste premesse, impossibile andare avanti senza spirito di sacrificio e abnegazione.

Soprattutto se a tutto ciò si aggiunge anche il capitolo infortuni: emblematico fu il caso della sfida d’andata col Sestri, con il primo tempo terminato dignitosamente 0-0 e con una ripresa in cui gli infortuni a ripetizione nelle fila dei matuziani diedero il via alla grandinata di mete dei genovesi (52-0 finale).

Se il campo rimase una chimera per tutto il corso del campionato, però, i risultati lentamente cominciarono ad arrivare. Le sconfitte divennero man mano meno pesanti, i punti oltre che dal piede di Marzio Marossa cominciarono ad arrivare attraverso le mete (la prima nel derby di ritorno a Imperia), e infine arrivò anche la prima vittoria. Al Lagaccio contro il Sestri, i gialloneri raccolsero i frutti del match d’andata e andarono oltre la linea bianca per ben quattro volte (Marossa, Donati, Buffon e Reitano, trasformazioni a cura di La Macchia e Reitano).

Una vittoria storica, certo, che però non bastò a terminare regolarmente il campionato e a continuare l’avventura ovale a Sanremo: troppe le difficoltà logistiche e materiali per mantenere in vita il rugby nella città dei fiori.

Vent’anni dopo, un nuovo tentativo firmato Emanuele Capelli e Gerson Maceri : obiettivi umili ma chiari, nessun volo pindarico, progetti concreti e non utopici. L’avventura del Sanremo Rugby guarda al futuro con entusiasmo, ma con uno sguardo costruttivo e riconoscente al passato.

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