Ruoli Rugby SanremoIL PILONE (PROP)

n° 1 e n° 3

I piloni sono quegli individui pelosi che si alzano per ultimi da una
mischia rovinosa e che vanno malgrado tutto per primi al bar.
Grugniscono felicemente durante la partita nel buio della mischia,
sperando di poter fornire qualche palla decente agli esterni.

In realtà deve saper fare :

Nella tenuta in mischia :

Imporre una forte pressione al proprio pilone;
Stabilizzare la mischia od orientarne la spinta;
Mettere il proprio tallonatore nella posizione più favorevole
per effettuare il tallonaggio del pallone;
Mettere il tallonatore avversario nella posizione più
sfavorevole per effettuare il tallonaggio del pallone.

Sostegno su conquista aerea :

Aiutare il compagno incaricato della presa del pallone, sostenendolo
nel salto, isolandolo dagli avversari, riportarlo terra e
permettendogli di mettere il pallone a disposizione nel miglior modo
possibile;
Prendere su di sé la pressione che l’avversario vuol far subire
al saltatore in touche o su calcio di invio o di rinvio.

Lotta sui raggruppamenti :

Recuperare il pallone;
Scavalcare il pallone o il portatore della palla;
Costruire, strutturare, rinforzare il raggruppamento secondo l’ordine
di arrivo e la necessità del gioco.

In difesa :

Avanzare sull’avversario, placcarlo, bloccarlo, e/o occupare gli spazi
liberi (ripartizione del terreno di gioco).

IL TALLONATORE (HOOKER)

n° 2

Il bello ad essere tallonatore è che hai sempre la
possibilità di giocare, perché poche persone vogliono
ricoprire questo ruolo.
Molti clubs hanno tanti estremi, mediani, ma sono molto fortunati se
riescono ad avere anche un solo vero tallonatore.
Tallonatori si nasce e non si diventa, senza collo, con le gambe storte
e le braccia lunghe.

In realtà deve saper fare :

Nel tallonaggio :

Conquistare il pallone sulla propria introduzione con il 3° o il
4° piede (nozione di rapidità);
Conquistare il pallone su introduzione avversaria o spingere.

Lanciare – Raccogliere :

Lanciare : Effettuare perfettamente il lancio del pallone in ogni zona
di recupero;
Essere in “armonia” con i propri saltatori effettuando il lancio del
pallone come lo desiderano;
Seguire il proprio lancio per poter essere operazionale il più
velocemente possibile;
Raccogliere : Piazzarsi correttamente in funzione della zona di salto;
Essere capaci di trasmettere, di conservare o dinamizzare il pallone.

Nella tenuta in mischia :

Imporre pressione;
Resistere alla spinta imposta dal tallonatore avversario;
Serrarsi con i propri piloni per rendere compatta la prima linea.

Nella lotta sui raggruppamenti :

Recuperare il pallone;
Scavalcare il pallone o il portatore della palla;
Costruire, strutturare, rinforzare il raggruppamento a secondo l’ordine
di arrivo e la necessità del gioco;
Avere una funzione logica e utile in tutti raggruppamenti.

In difesa :

Avanzare sull’avversario, placcarlo, bloccarlo, e/o occupare gli spazi
liberi (ripartizione del terreno di gioco);
Pressare in touche il mediano di mischia avversario;
Occupare un lato del raggruppamento (ruolo di guardia).

LA SECONDA LINEA (LOCK)

n° 4 e n° 5

Quelli in seconda linea sono dei grossi e angelici individui che sono
lì per vedere l’esito della rappresaglia.
Non fa per loro l’astuto temperamento delle terze linee, sono
orgogliosi delle vendette che consumano durante l’allineamento,
soprattutto perché sono nascosti alla vista dell’arbitro
dall’altra colossale seconda linea.

In realtà deve saper fare :

Nelle conquiste aeree :

Essere capaci di determinare esattamente le traiettorie del pallone in
volo;
Imporsi nel salto e nel ritorno al suolo;
Controllo del pallone a due mani;
Rendere disponibile il pallone liberando la parte superiore del corpo
(rotazione nel salto, ¼ di giro);
Avere la capacità di variare i propri tipi di salto.

Nella tenuta in mischia :

Aiutare la prima linea nella spinta;
Serrare l’edificio della mischia (appoggi superiori), sempre mantenendo
i corridoi che permettono una veloce uscita della palla.

Nella lotta sui raggruppamenti :

Recuperare il pallone;
Scavalcare il pallone o il portatore del pallone;
Costruire, strutturare, rinforzare il raggruppamento secondo l’ordine
di arrivo e la necessità del gioco.

In difesa :

Avanzare sull’avversario, placcarlo, bloccarlo, e/o occupare gli spazi
liberi (ripartizione del terreno di gioco).

LA TERZA LINEA CENTRO (NUMBER EIGHT)

n° 8

Il n° 8 è un individuo piuttosto alto che tende a stare in
fondo alla mischia e di impossessarsi della palla che sbuca fuori
velocemente.
Di solito è un mediano di mischia deluso che tenta sempre di
prendere una palla al volo per tuffarsi in meta, di solito sbagliando
in pieno.

In realtà deve saper fare :

Presenza sul pallone :

Essere sempre là dove c’è il pallone, o dove andrà
ad essere (nozione di sostegno vicino).

Difesa :

Imporsi sull’avversario nel momento del placcaggio : essere sopra di
lui quando lo si mette al suolo, farlo ritornare indietro all’impatto;
Arrestare il gioco avversario e obbligarlo a rendere il pallone
disponibile al gioco delle due squadre o bloccarlo in piedi;
Costruire o rinforzare il secondo livello difensivo, in particolare con
intervento sui palloni provenienti dall’alto e sulle penetrazioni del
primo livello difensivo.

Conquiste aeree :

Essere capaci di determinare esattamente le traiettorie del pallone;
Imporsi nel salto e nel ritorno al suolo;
Controllo del pallone a due mani;
Controllare e indirizzare il pallone in deviazione;
Rendere disponibile il pallone liberando la parte superiore del corpo
(rotazione nel salto, ¼ di giro);
Capacità a variare i propri salti.

Lotta sui raggruppamenti :

Recuperare il pallone;
Scavalcare il pallone o il portatore del pallone;
Costruire, strutturare, rinforzare il raggruppamento a secondo l’ordine
di arrivo e la necessità del gioco.

Tenuta in mischia :

Spingerer, serrare, “guidare la mischia” orientandola o impedendo di
disassarsi;
Scegliere immediatamente la forma di gioco più giudiziosa se :
– La mischia gira;
– La mischia avanza o indietreggia;
Bloccare, liberare, conservare, guidare il pallone a seconda delle
esigenze.

LA TERZA LINEA ALA (FLANKER)

n° 6 e n° 7

Le terze linee sono molto veloci, corrono a tutto campo trattenendo o
placcando qualsiasi cosa incontrino, generalmente si comportano in modo
assassino e spesso sono deportati dalla Nuova Zelanda.
Tendono a ferirsi molto, spesso vengono messi fuori combattimento e
quando riemergono dal trattamento dei soccorritori, sono fasciati da
bende e drammaticamente determinati a resistere a tutti i tentativi per
far loro lasciare il campo.

In realtà deve saper fare :

Presenza sul pallone :

Essere sempre là dove c’è il pallone, o dove andrà
ad essere (nozione di sostegno vicino).

Placcaggio :

Imporsi sull’avversario nel momento del placcaggio: farlo ritornare
indietro all’impatto sollevandogli gli appoggi inferiori;
Arrestare il gioco avversario e obbligarlo a rendere il pallone
disponibile al gioco delle due squadre o bloccarlo in piedi;
Costruire o rinforzare il secondo livello difensivo.

Conquiste aeree :

Essere capaci di determinare esattamente le traiettorie del pallone;
Imporsi nel salto e nel ritorno al suolo;
Controllo del pallone a due mani;
Controllare e indirizzare il pallone in deviazione;
Rendere disponibile il pallone liberando la parte superiore del corpo
(rotazione nel salto, ¼ di giro);
Capacità a variare i propri salti.

Lotta sui raggruppamenti :

Recuperare il pallone;
Scavalcare il pallone o il portatore del pallone;
Costruire, strutturare, rinforzare il raggruppamento a secondo l’ordine
di arrivo e la necessità del gioco.

Tenuta in mischia :

Aiutare i propri compagni nel momento dell’impatto e nella spinta;
Variare il proprio piazzamento in mischia per proteggere il numero 9;
Essere il più velocemente possibile disponibile per giocare
(gioco attorno alla mischia o in sostegno).

IL MEDIANO DI MISCHIA (SCRUM-HALF)

n° 9

Per essere un mediano di mischia non si deve essere alti, bisogna avere
il centro di gravità molto basso e l’abilità di parlare
“non-stop” durante tutta la partita, anche quando si viene abbattuti e
si è privi di sensi. Un mediano di mischia non fa mai un brutto
gioco, se fa una cavolata non è colpa sua: la terza linea gli ha
passato una palla schifosa, senza un minimo di protezione.
Se, comunque, ha anche un bel gioco, si dice: “chi non giocherebbe bene
dietro una mischia come quella ?”.

In realtà deve saper fare :

Passare – introdurre – lanciare :

Trasmettere rapidamente il pallone con estrema precisione (lavoro con
gli appoggi, con lo sguardo, ecc. …);
Variare la potenza e la velocità delle trasmissioni del pallone.

Gioco al piede :

Saper giocare con i due piedi offensivamente o difensivamente dopo le
fasi di conquista o dai raggruppamenti (spazi ristretti);
Aver un gran repertorio con il gioco al piede : calcio raso terra, a
scavalcare corto-lungo, up and under, ecc. …, con il corpo che si trova
sovente disassato (di fianco, all’indietro).

Difesa :

Pressare il Mediano di Mischia avversario;
Pressare il Mediano di Apertura avversario;
Fare il secondo livello difensivo;
Variare la propria difesa;
Placcare;
Inserirsi nel secondo e a volte nel terzo livello difensivo.

Sostegno – ripiazzamento :

Essere sempre in movimento per andare verso il pallone e scegliere il
piazzamento più giusto dettato dal gioco (essere in grado di
variare la propria corsa).

Leader – strategia :

Scegliere la forma di gioco adeguata analizzando i rapporti di forza
(punti deboli dell’avversario, punti forti della propria squadra);
Dirigere, conducendo i propri compagni nella forma di gioco scelta in
base alle informazioni prese sul terreno;
Decidere per gli altri, tenendo conto degli altri.

IL MEDIANO DI APERTURA (FLY-HALF)

n° 10

Idealmente il mediano di apertura dovrebbe essere ben spallato, con
vita sottile e con la zazzera dorata. Se sa anche giocare un pochino,
tanto meglio. Ci sono due tipi di mediani d’apertura :
il tipo solo calciante (calcia, ma quasi mai si catapulta per
raccoglierla, preferisce assistere all’entusiasmante spettacolo del
“mucchio selvaggio”)
il tipo che corre e passa (non ha mai sentito parlare di calci tattici,
con lui ci si danna ma si gioca solo sul trasversale).
Per stabilire se si è mediani d’apertura idealmente si dovrebbe
essere degli intelligenti studiosi del gioco, possibilmente imparentati
con il presidente della società.

In realtà deve saper fare :

Gioco al piede :

Saper utilizzare tutte le forme di gioco al piede (con entrambi i
piedi) a dei fini offensivi e difensivi : precisione, potenza, ecc.

Passare :

Essere in grado di trasmettere il pallone variando le modalità
di corsa (ritmo, direzione, su un passo dissociando la parte superiore
del corpo, ecc. …), la potenza e il timing (buon momento) per favorire
al meglio il lancio del gioco;
Rimanere sempre precisi nell’effettuazione dei passaggi.

Difesa :

Dar l’avvio e orientare la salita difensiva dei tre quarti;
Placcare.

Sostegno – ripiazzamento :

Seguire il pallone al fine di ritrovare in un secondo tempo il posto
occupato inizialmente.

Distribuire :

Contrattare il più giudiziosamente possibile : gioco al piede,
gioco alla mano o la propria corsa dei palloni che vengono forniti dopo
i raggruppamenti.

IL TRE QUARTI CENTRO (CENTER)

n° 12 e n° 13

E’ la più confusa di tutte le posizioni del rugby.
I centri di costituzione tarchiata pensano di essere gli specialisti
dello scontro fisico, mentre quelli di costituzione longilinea sono
invariabilmente dei mediani di apertura mancati.
Pur di giocare sono felici di giocare centri nella speranza che il
mediano di apertura venga “barellato” per colpa di un centro che lo ha
lavorato con una serie di passaggi da “ospedale” tipo: ti passo palla e
uomo.

In realtà deve saper fare :

Passare :

Essere in grado di trasmettere il pallone variando le modalità
di corsa (ritmo, direzione, su un passo dissociando la parte superiore
del corpo, ecc. …), la potenza e il timing (buon momento) per favorire
al meglio il lancio del gioco;
Rimanere sempre precisi nell’effettuazione dei passaggi;
Tutto con grandi capacità di accelerazione.

Difesa :

Salire velocemente nel campo avversario;
Imporsi fisicamente sul proprio avversario diretto;
Variare il proprio tipo di difesa per essere più efficaci.

Creare e negoziare un sovrannumero :

Avanzare in 2 x 1 con :
– Debordamento;
– Variazione della corsa per entrare nello spazio;
Trasformare il 2 x 1 in 1 x 0 :
– Fissando;
– Andando a cercare;
– Rientrando, ecc.

Resistenza al placcaggio :

Avanzare sull’avversario, placcarlo, bloccarlo, e/o occupare gli spazi
liberi (ripartizione del terreno di gioco).

Gioco al piede :

Restare sui propri appoggi per permettere ai propri compagni in
sostegno di recuperare il pallone e dunque al gioco di continuare;
Liberare la parte alta del proprio corpo per offrire il pallone.

IL TRE QUARTI ALA (WING)

n° 11 e n° 14

Per essere un’ala devi avere tre qualità fondamentali:

– velocità;
– indifferenza per l’inattività;
– attitudine a parlare con le ragazze (talento che si sviluppa
specialmente lungo la linea di touche, come sanno quelli del mestiere).
Molte ali parlando delle loro partite migliori, citano il numero di
appuntamenti che hanno ottenuto, non i tentativi di meta. Recentemente
un record è stato battuto da un’ala particolarmente piacevole a
guardarsi che ottenne ben 5 diversi appuntamenti durante il primo tempo
e che si fidanzò con la sesta ragazza nel secondo tempo.

In realtà deve saper fare :

Realizzatore :

Capacità a rendere produttivo tutto il lavoro effettuato dai
propri compagni : “essere attratto dalla linea di meta”.

Difesa sull’uomo :

Dominare il proprio avversario indipendentemente dalle sue
qualità (velocità, potenza, destrezza), adattandosi a
difendere di conseguenza;
Distruggere un 2 x 1 sfavorevole permettendo ai propri compagni di
rientrare in aiuto.

Difesa sul pallone :

Determinare il gioco avversario e posizionarsi, a volte anticipando,
per recuperare il pallone.
Sostegno difensivo/offensivo

Andare verso il gioco :

– Nel III° livello (per sostituire l’estremo);
– Nel II° livello (coprendo la linea dei tre quarti);
Intervenendo nella linea dei ¾ (variando la zona di intervento).

Resistenza al placcaggio :

Restare sui propri appoggi per permettere ai propri compagni in
sostegno di recuperare il pallone e dunque al gioco di continuare;
Liberare la parte alta del proprio corpo per offrire il pallone.

L’ESTREMO (FULLBACK)

n° 15

Una posizione molto corteggiata e amata da quelli con le spalle larghe,
i giocatori tipo “morte e gloria” che sono contenti di essere coinvolti
nel gioco solo quando se lo sentono.
Per esempio, perforando la linea dei 3/4 dopo un lungo e freddo periodo
di inattività. Questi periodi di inattività vengono
considerati dagli estremi delle posizioni tattiche di riparo, in
effetti lo fanno semplicemente per tenersi fuori dai guai.
L’estremo deve avere anche una certa abilità nel proteggersi dai
suoi stessi compagni, evitando l’ostruzione dopo un calcio “up &
under” seguito da un coraggioso e teatrale : “PALLA MIA !”

In realtà deve saper fare :

Ricezione del pallone :

Essere posizionato sul punto di caduta del pallone;
Prendere il pallone sotto pressione.

Gioco al piede :

Possedere tutte le forme di gioco al piede (con entrambi i piedi), in
particolare il calcio di liberazione al volo.

Difesa :

Avere dei placcaggi devastanti (in quanto ultimo uomo del dispositivo
difensivo);
Difesa sul pallone (vedi ricezione).

Creatività :

Prendere delle iniziative per rilanciare il gioco;
Investirsi fisicamente nel gioco dei tre quarti (sia dalla parte
più grande che da quella più piccola del campo);
Tutte queste azioni devono essere esplosive per tagliare in due la
difesa avversaria.

Ringraziamo la fonte: www.valtellinarugby.it
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